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Hai impegni per i prossimi 5 mesi?
Camminare, correre, praticare di nuovo sport.

Presso i nostri Centri sono stati rieducati per lesione del LCA migliaia di pazienti che nel corso degli anni hanno via via affrontato tecniche chirurgiche e protocolli riabilitativi in continua evoluzione. Alla luce di questa ampia casistica ci siamo resi conto che non vi può essere un protocollo comune valido per tutti i pazienti, che è indispensabile mobilizzare precocemente l’articolazione, che si deve quanto prima puntare sul recupero della funzionalità del ginocchio. Abbiamo così individuato delle linee guida in base alle tre domande che il paziente rivolge sempre al suo medico dopo l’intervento:
1) Quando riprenderò a camminare?
2) Quando riprenderò a correre?
3) Quando tornerò a praticare il mio sport?

Abbiamo suddiviso il programma in 3 fasi che rispondono a queste precise funzioni da recuperare: camminare, correre, praticare sport.

FASE 1 - La prima fase inizia dopo l’intervento chirurgico e dura 3 - 4 settimane; ha come obiettivi la riduzione del gonfiore, il reclutamento attivo del quadricipite, il recupero dell’estensione completa, il raggiungimento dei primi 120° di flessione, l’inizio della deambulazione corretta. Il lavoro viene svolto in palestra ed in piscina e le sedute di trattamento prevedono: esercizi attivi per l’estensione e per la flessione, esercizi propedeutici al carico, esercizi di rinforzo muscolare e terapie fisiche. In particolare: nelle ricostruzioni del LCA con tendine rotuleo va controllata l’articolazione femoro-rotulea, che deve rimanere libera e mobile; nelle ricostruzioni con semitendinoso e gracile si devono evitare le contrazioni isolate dei flessori del ginocchio.
FASE 2 - La seconda fase, che dura 2- 3 mesi, ha come obiettivi il recupero dell’articolarità completa e della forza muscolare. Utilizziamo esercizi in acqua, esercizi propriocettivi effettuati su tavolette instabili per aumentare il controllo neuromotorio, specifici lavori di rinforzo di tutta la catena muscolare dell’arto inferiore. Gli esercizi isocinetici di potenziamento vengono inseriti dal 2° mese. Verso la fine del 3° mese verifichiamo, con il TEST ISOCINETICO, il miglioramento della performance muscolare per indirizzare l’équipe riabilitativa verso un programma realmente adeguato alle condizioni muscolari del singolo paziente, con il fine di inserire al più presto la corsa, da noi considerata attività di base di quasi tutte le attività sportive. Si possono verificare tre situazioni:
1 - il test evidenzia un deficit di forza inferiore al 20%: si può iniziare la corsa sul campo sportivo;
2 - il deficit è fra il 20 ed il 30 %: si lavora in palestra ed il paziente corre sul tapis roulant; farà un test di controllo dopo 4 settimane;
3 - il deficit e maggiore del 30 %: si continua con il rinforzo specifico in palestra e si ripeterà il test a 4 e 8 settimane. Al termine della seconda fase il paziente deve essere in grado di correre senza disturbi sul nastro trasportatore.

FASE 3 - La terza fase si svolge fra la palestra di riabilitazione ed il campo sportivo ed arriva al 4° - 5° mese. Ha come obiettivi il recupero completo della forza muscolare, il recupero delle capacità cardio-vascolari, la ripresa del gesto sportivo. Il programma sul campo prevede carichi di lavoro crescenti distinti per fasi e la ricerca della perfetta coordinazione neuromotoria anche in situazioni di stress. Un ultimo test isocinetico di controllo, la visita medica, e la consegna di un programma di mantenimento da seguire dopo la dimissione, concludono la fase riabilitativa con la quale il paziente dovrebbe essere in grado di riprendere completamente le abitudini di vita e sportive che aveva prima dell’intervento. Negli atleti, dove oltre alla guarigione clinica ricerchiamo la guarigione sportiva, eseguiamo anche il TEST DI SOGLIA per ottimizzare il condizionamento cardiovascolare e raggiungere una forma fisica adeguata che spesso è migliore di quella presente prima dell’infortunio.
Negli atleti di alto livello agonistico, la ricerca di tempi accelerati di recupero ci ha fatto ottenere risultati sorprendenti pur nel rispetto dei tempi biologici di guarigione. Il lavoro si avvale di doppie sedute quotidiane, inizialmente divise fra palestra e piscina, quindi fra palestra e campo, di visite mediche ravvicinate per l’inserimento di esercizi più complessi non appena se ne vede la possibilità, di un preciso programma di condizionamento cardiovascolare, di una enorme attenzione alla prevenzione delle complicanze.




Esercizi
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